Facebook e Twitter? Stanno morendo. Diretta dall’ospedale.
Qualcuno se lo attendeva, ma non così presto. E’ accaduto tutto in un week end drammatico, dalle tinte fosche (aggettivo di origine toscana).
Prima è stato il turno di Facebook. Il centralino del San Raffaele, proprio mentre si festeggiavano i 190 anni di Don Verzè e i 140 del Cardinale Martini, ha ricevuto una chiamata urgente: Facebook era caduto, ma non per colpa dei server, bensì perché era inciampato nel tappeto di pelle d’orso (un suo amico molto chiuso, tutt’altro che social, il quale da anni vive da solo). Femore rotto e, durante l’intervento per la ricomposizione della frattura con gli utenti, la tragica scoperta: il social network più famoso del mondo non ha il midollo.
Lo si era già capito studiando con le leggi della fisiognomica il volto del suo fondatore, ma non si pensava che la situazione fosse così grave. A Facebook, secondo l’ultimo bollettino diramato (si paga in posta o per accredito bancario), rimangono poche settimane ma moltissimi mesi. Immediata l’allerta della protezione civile: non aprite account, chi va con lo zoppo impara a zoppicare, e poi ci vogliono dei massaggi.
Non bastasse, in nottata arriva la notizia che Twitter è in condizioni disperate dal veterinario: talmente alta la disperazione delle condizioni che queste si sono messe a piangere sulla spalla dell’ornitologo, dicendo che nessuno le capisce perché ancora non hanno localizzato bene Twitter in tutte le lingue. Dopo poco l’uccellino più famoso del Web ha confessatoin 140 caratteri di essersi spezzato una zampa e di sapere per certo che deve essere trattato come un cavallo in questi casi. Non è ancora stato abbattuto, ma lo è molto.
Preconizzata da tantissimi esperti di Web, la fine dei Social Network non la si attendeva certamente con un così vasto anticipo, anche se nel Calendario Maya e in quello di Roberto Giacobbo se ne faceva accenno. Ora si attende la nuova ondata che sostituirà in Rete queste moribonde realtà, a cui va tutta la nostra stima: circa 200$ per accaparrarsi Facebook e 115$ per diventare padroni di Twitter.


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15 marzo 2010 | Beatrice Finauro:
Ahahahahah! se vi va vi racconto anche com’è morto MySpace. E non bisogna andare a cercare calendari troppo alti, bastava consultare l’agendina di Owen Van Natta un annetto fa.
15 marzo 2010 | giuseppe genna:
Beatrice, ma non stai più là???? Secondo me MS ancora ha chance di vivere più di DON VERZE’!!!!
15 marzo 2010 | Alberto D'Ottavi:
derive millenariste, clima da fine del mondo… i segni ci sono tutti
ps ma guarda chi si rivede, Bea
17 marzo 2010 | Beatrice Finauro:
Gius, se hai tempo e voglia un giorno ti racconto di quello e di molto altro. MySpace ha ancora le sue potenzialità, visto il traffico, ma per me è storia finita ed è giusto che sia così. Ormai da fine Giugno 2009. Appunto, poi magari ti dico.
Alberto caro ma allora sta birretta appesa da 10 mesi?
Bea
19 marzo 2010 | angelo d'amore:
ne sono uscito il passato novembre.
gia’ nel febbraio 2009, scrivevo così:
http://nonsolonapoli.blogspot.com/2009/02/facebook-lamicizia-e-virtuale.html